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Jean-Jacques Régis de Cambacérès
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mwbqJean-Jacques Régis de Cambacérès, duca di Parma (Montpellier, 18 ottobre 1753 – Parigi, 8 marzo 1824), è stato un giurista e politico francese del periodo rivoluzionario e napoleonico.
È ricordato soprattutto per la stesura di tre progetti di Codice Civile tra il mwca1793 e il mwcq1796, progetti mai entrati in vigore, ma che gettarono le basi per il mwcgCodice Napoleonico del mwcw1804, che rappresenta una delle basi del mwdadiritto moderno.
Contents
• Note
• Fonti
• Saggi
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Biografia
Primi anni
Soprannominato “mwfaIl Camaleonte” per la sua abilità di restare sullo sfondo degli eventi e sopravvivere di fatto a tutte le intemperie rivoluzionarie da mwfqRobespierre a mwfgNapoleone, Cambacérès nacque a mwfwMontpellier, nel sud della Francia, da una famiglia della mwganoblesse de robe, la nobiltà ereditaria che si occupava della mwgqburocrazia reale. Nel mwgg1774 si laureò in legge e successe al padre nella carica di consigliere della Corte delle finanze di Montpellier. Affiliato alla mwgwMassoneria, amante delle occasioni mondane e non privo delle amicizie influenti, nel mwha1789 Cambacérès fu sostenitore della mwhqRivoluzione francese e venne eletto rappresentante di Montpellier all'incontro degli mwhgStati generali a mwhwVersailles, anche se non ebbe modo di presentarsi. Nel mwia1792 rappresentò il dipartimento di mwiqHérault presso la mwigConvenzione che proclamò la Prima repubblica francese nel settembre mwiw1792.
Gli atteggiamenti di Cambacérès nel primo periodo rivoluzionario rimasero moderati. Durante il processo intentato a mwjqLuigi XVI egli protestò che la mwjgConvenzione Nazionale non disponeva del potere legislativo per il giudizio e chiese che il re disponesse delle dovute garanzie legali durante il processo. Tuttavia al termine del processo Cambacérès votò, insieme alla maggioranza, per la colpevolezza di Luigi XVI, pur richiedendo che la sentenza venisse posticipata fino a quando potesse essere ratificata da un adeguato corpo legislativo.
Nel mwka1793 Cambacérès venne eletto membro del Comitato di difesa generale, ma non entrò a far parte del suo famoso successore, il mwkqComitato di salute pubblica, fino alla fine del mwkg1794, dopo che gli eccessi più vistosi del mwkwRegime del Terrore erano già stati consumati. Tuttavia fu uno dei padri della mwlalegge dei sospetti (settembre 1793) che aveva consentito l'avvio del Terrore legale. La mwlqlegge fu nei fatti un mwlgdecreto votato dalla mwlwConvenzione Nazionale su proposta di mwmaMerlin de Douai e Cambacérès e adottato, per volontà del primo, a nome del comitato di legislazione, presieduto dal secondo.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]. Nel frattempo Cambacérès lavorò anche su gran parte della legislazione francese del periodo rivoluzionario; nel mwoq1795 egli venne inviato in missione mwogdiplomatica per negoziare la pace con la mwowSpagna.
Cambacérès venne considerato troppo conservatore per diventare uno dei cinque Direttori che assunsero il potere nel mwpq1795 e trovandosi in opposizione con il mwpgDirettorio si ritirò dalla politica. Nel mwpw1799, quando la Rivoluzione entrò in una fase più moderata egli rientrò nel mondo politico, assumendo la carica di Ministro della Giustizia. Il 9 novembre mwqa1799 Cambacérès fu sostenitore del mwqqColpo di Stato del 18 brumaio che portò mwqgNapoleone Bonaparte al potere con la carica di Primo Console, in un nuovo regime che si proponeva di stabilire una solida repubblica costituzionale: di fatto il Consolato aprì la via alla successiva mwqwdittatura di Napoleone.
Nel dicembre mwsg1799 Cambacérès venne nominato Secondo Console, una carica nominalmente inferiore solo a quella di Primo Console, detenuta dallo stesso Napoleone. Napoleone gli assegnò questa importante carica a causa della vasta conoscenza legale e alla reputazione di repubblicano moderato che Cambacérès si era fatto negli anni precedenti.
Iniziato in mwtaMassoneria a Montpellier prima della rivoluzione, Cambacèrès fu membro della mwtqLoggia "Ancienne et de la Réunion des Élus" di Montpellier e in seguito mwtgMaestro venerabile della Loggia "Saint-Jean" di Parigi, e fu Gran Maestro aggiunto del Grande Oriente di Francia dal 1805 al 1814. Fu pure Guardasigilli della Gran Loggia d'Amministrazione, mwtwSovrano grande ispettore generale, 33° e massimo grado del mwuaRito scozzese antico ed accettato e membro del suo Supremo Consigliocite-ref-3[3] e ufficiale d'onore del Gran Concistoro dei Riti del Grande Oriente di Franciacite-ref-4[4]. Il 13 agosto 1806 diventò "Capo supremo" del Rito francesecite-ref-5[5].
I progetti codicistici
Tra il mwxw1793 e il mwya1796 Cambacérés partecipò alla redazione di tre progetti di Codice Civile, allo scopo di unificare la legislazione privatistica francese in un unico corpo normativo, anche alla luce delle numerose riforme intercorse nel periodo rivoluzionario (ad esempio la riforma del diritto di famiglia). Questi tre progetti restarono però solo sulla carta, in quanto si può dire che essi furono presentati sempre un po' in ritardo e le mutate circostanze politiche non ne permisero l'approvazione.
Primo progetto (1793)
Il primo progetto prevedeva un Codice suddiviso in tre libri (diritto delle persone, dir. delle cose, dir. dei contratti e delle obbligazioni); per quanto riguarda i contenuti esso proclamava l'uguaglianza giuridica dei cittadini e dava grande spazio all'autonomia negoziale. Disposizioni importanti erano: l'abolizione della mwywpatria potestà e della mwzapotestà maritale, la comunione dei beni tra i coniugi, il mwzqdivorzio (introdotto in Francia nel mwzg1792) facilitato, il favore verso la successione legittima (ridotta a un decimo la quota disponibile per il testatore).
Il progetto, presentato nell'agosto 1793, fu inizialmente accolto con favore e molti articoli vennero approvati; ma dopo l'affermazione del Terrore il clima cambiò: il codice venne giudicato troppo complesso e vennero riscontrate delle tracce di antico regime. In novembre l'esame fu interrotto e il progetto fallì.
Secondo progetto (1794)
Per questo progetto Cambacérés s'avvalse della consulenza di mwagPhilippe-Antoine Merlin de Douai; anch'esso diviso in tre libri, presentava molti meno articoli. Lo stile era innovativo, le norme erano presentate sotto forma di comandi brevi e laconici, senza tecnicismi: il codice appariva come una sorta di breviario del mwawGiusnaturalismo e dell'mwbaIlluminismo.
Esso radicalizzava i princìpi rivoluzionari dell'uguaglianza; fu presentato nel settembre mwbg1794, poco dopo la deposizione di mwbwRobespierre: visto il mutato clima politico, fu accusato d'essere troppo generico e di avere contenuti troppo radicali. Anche lo stesso Cambacérès prese le distanze dal suo progetto ed esso fallì.
Terzo progetto (1796)
Questo terzo progetto (diviso in tre libri, con ben 1104 articoli) fu presentato al mwcgConsiglio dei Cinquecento nel giugno 1796: segnava il ritorno alla tradizione giuridica anteriore (consuetudini e diritto romano) ed era caratterizzato dal compromesso fra tradizione e innovazioni rivoluzionarie.
Le norme (semplici, chiare e ben formulate) disponevano tra l'altro: matrimonio posto al vertice della società (divorzio comunque mantenuto), ruolo prevalente del marito, patria potestà nei suoi caratteri rivoluzionari (doveri di mantenimento, educazione e protezione), vietata l'adozione a chi avesse già figli, favore per successione legittima meno marcato. Al Consiglio apparve troppo legato all'ideologia mwdagiacobina e fu rigettato.
Anche se non entrarono mai in vigore, questi tre progetti furono molto importanti per la compilazione del mwdgCodice napoleonico del 1804, affidata nel mwdw1800 a una commissione di quattro esperti, sotto la direzione di mweaPortalis.
Il Code Napoléon
Il codice venne promulgato nel mwfa1804 da mwfqNapoleone, ormai diventato imperatore. Il mwfgCodice eliminava definitivamente i retaggi dellmwfw'mwgaancién régime, del mwgqfeudalesimo, dell'assolutismo, e creava una società prevalentemente borghese e liberale, di ispirazione laica, in cui venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà.
L'applicazione del Codice ebbe larga diffusione a seguito delle successive conquiste napoleoniche: l'mwgwItalia, i mwhaPaesi Bassi, il mwhqBelgio, parte della mwhgGermania e della mwhwSpagna (e indirettamente le mwiacolonie spagnole in mwiqAmerica Latina) lo utilizzarono e, successivamente alla caduta di Napoleone, nella maggior parte dei casi, lo modificarono mantenendolo in vigore.
Ultimi anni
Cambacérès disapprovò l'accumulo di potere nelle mani di Napoleone che culminò con la proclamazione dell'mwlgImpero il 18 maggio mwlw1804. Nonostante questo egli continuò a ricoprire le importantissime cariche di Arcicancelliere dell'Impero e di Presidente del Senato; nel mwma1808 egli venne nominato principe dell'impero e mwmqDuca di Parma.
Nel periodo napoleonico, come durante il regime rivoluzionario, Cambacérès rimase politicamente un moderato, opponendosi alle avventure rischiose come, ad esempio, l'mwmwinvasione della Russia nel mwna1812.
Con Napoleone impegnato in continue campagne di guerra, Cambacérès divenne di fatto capo del governo metropolitano, una posizione che inevitabilmente lo espose a critiche e impopolarità man mano che la situazione economica francese peggiorava. Il suo gusto per la "bella vita" attrasse commenti ostili. Tuttavia il popolo riconobbe la giustizia e la moderazione del governo, nonostante la coscrizione sempre più massiccia, verso la fine del periodo napoleonico, abbia creato nuovi risentimenti nei confronti di Cambacérès.
Dopo la mwogrestaurazione mwowmonarchica, egli rischiò l'arresto per le attività svolte, e per un breve periodo venne esiliato dalla Francia, a mwpaBruxelles. Ma la sua opposizione all'esecuzione di Luigi XVI lo scagionò, e, nel maggio mwpq1818, i suoi diritti civili di cittadino francese vennero ristabiliti.
Cambacérès divenne membro dellmwpw'mwqamwqqAcadémie française e visse serenamente nella provincia francese fino alla morte, avvenuta nel mwqg1824.
Cambacérès e l'omosessualità
Cambacérès fu un mwsqomosessuale notorio. Egli non si sposò e intrattenne rapporti principalmente con altri celibi.
Napoleone stesso fece numerose osservazioni e scherzi sull'argomento (celebre è la battuta con cui rispose a Cambacérès, che si scusava per un ritardo dicendo di essersi trovato "con una signora": "La prossima volta chiederete a questa signora: prendi su il berretto e il bastone e vai").
L'argomento era anche oggetto di pettegolezzo mondano, al punto che durante il Consolato, Bonaparte, Cambacérès e il Terzo Console mwtaCharles-François Lebrun vennero soprannominati «mwtqHic, Haec et Hoc» (in mwtglatino: «costui (Napoleone), costei (Cambacérès) e questa cosa (Lebrun)».
Basandosi su tale condizione personale, a Cambacérès viene oggi spesso attribuito (a torto) il merito di avere deciso la decriminalizzazione dell'mwuaomosessualità nel mwuqCodice napoleonico. Una decisione che ebbe un impatto duraturo, creando in Europa un'ampia area in cui l'omosessualità fra adulti consenzienti e in privato non era più un delitto.
Prima della rivoluzione francese i rapporti mwuwomosessuali erano puniti con sanzioni che arrivavano alla mwvapena di morte. La Rivoluzione francese abolì nel 1791, sulla base dei princìpi filosofici dell'mwvqIlluminismo, tutti quelli che definì i "mwvgreati immaginari", come la mwvwstregoneria, l'mwwaeresia, e per l'appunto la mwwqsodomia. Il Codice napoleonico conservò tale decisione, pur introducendo alcune misure restrittive di polizia relative all'"attentato contro i costumi" che puniva senza fare alcuna distinzione di sesso i reati di corruzione di minore ed attentato al pudore pubblico (libro III, tit. II, cap. I, sez. 4: "Attentati ai costumi").
Ciò detto, è storicamente del tutto scorretto attribuire tale decisione a Cambacérès, che come s'è detto si occupò della redazione del mwwwcodice civile, mentre notoriamente la punizione dei comportamenti sessuali è sancita dal codice mwxapenale. Né esistono, per ora, prove di un suo coinvolgimento indiretto nel lavoro del codice penale tale da indurre alla decisione qui discussa. Siamo insomma di fronte a un "mito storiografico".
Il vero motivo della decriminalizzazione risiede semmai nel mwxgConcordato con la Chiesa cattolica, grazie al quale lo Stato delegava (di fatto) alla Chiesa il controllo e la sanzione dei comportamenti sessuali devianti ogni qualvolta non fossero causa di turbamento dell'Ordine pubblico.
Tale impostazione legislativa ebbe molto successo, al punto che venne mantenuta in quasi tutti i Paesi cattolici conquistati da Napoleone (ivi inclusi quelli italiani, con un paio di eccezioni) anche dopo la sua caduta, e fu anzi estesa anche ai Paesi cattolici del Nuovo Mondo.
Onorificenze
Onorificenze francesi
Decorato con il gran collare dell'Ordine della Legion d'Onore (benemerenza non statuaria)
Grand Aigle dell'Ordine della Legion d'Onore
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Ferrea
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3 agosto 1813
Onorificenze estere
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera
Gran Commendatore dell'Ordine della Corona di Vestfalia
Accademiche
Laurea in Giurisprudenza
Note
cite-note-11. ↑ mw2qmw2gChronologie de la vie de Merlin de Douai (1754 - 1838) mw2wArchiviatomw3a il 3 marzo 2016 in mw3qInternet Archivemw3g.. Documento dell'Università di Lille III.
cite-note-22. ↑ mw4wmw5aSouvenirs de la Marquise de Créqui, tome VIII, chapitre V.
cite-note-33. ↑ mw6amw6q(mw6gmw6wFRmw7a) Massoni celebri
cite-note-44. ↑ Ligou, mw8aDictionnaire de la Franc-maçonnerie, pag. 190 e 348
cite-note-55. ↑ Pierre Mollier, "Le Grand Chapitre Général de France et la fixation du Rite français", mw9aRenaissance Traditionnelle, N. 176, octobre 2014, p. 195
Bibliografia
Fonti
• Laurence Chatel de Brancion (cur.), mw-qMémoires inédits: éclaircissements publiés par Cambacérès sur les principaux événements de sa vie politique, Paris 1999-sgg., ISBN 2-262-01595-3. Autobiografia.
Saggi
• Jean-Paul Delbert, mw-gCambacérès: unificateur de la franc-maçonnerie sous le Premier Empire, Lille 2005, ISBN 2-9511431-2-5.
• Jean-Louis Bory, mwaqeLes cinq girouettes: ou servitudes et souplesses de son altesse sérénissime; le prince archichancelier de l'Empire Jean-Jacques Régis de Cambacérès, duc de Parme, Paris 2002, ISBN 2-913867-31-6.
• Laurence Chatel de Brancion (Cur.), mwaqqCambacérés: fondateur de la justice moderne; actes du colloque tenu à Montpellier ... vendredi 26 et samedi 27 mai 2000, Saint-Rémy-en-l'Eau 2001, ISBN 2-903824-31-2.
• Laurence Chatel de Brancion, mwaqcCambacérès: maître d'œuvre de Napoléon, Paris 2001, ISBN 2-262-01632-1.
• Laurence Chatel de Brancion, mwaqoCambacérès et ses Mémoires, Tesi di laurea, Paris 1999.
• Pierre-François Pinaud, mwaqwCambacérès: 1753–1824, Paris 1996, ISBN 2-262-01149-4.
• Numa Praetorius (pseud. di Eugen Wilhelm), mwaraCambacérès, der Erkanzler Napoleons I, und sein Ruf als Homosexualler, mwareJahrbuch für sexuelle Zwischenstufen, XIII (1912-3), pp.mwari 23–42.
Voci correlate
• mwaryRivoluzione francese
• mwargNapoleone Bonaparte
• mwaroCodice napoleonico
• mwarwDiritti LGBT nel mondo
• mwar4Ducato di Parma e Piacenza
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itCambacérès, Jean-Jacques-Régis de, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itCambacérès, Jean-Jacques Régis de-, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Jean-Jacques-Régis de Cambacérès, duke de Parme, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefacad-mie-fran-aise(FR) Jean-Jacques Régis de Cambacérès, su www.academie-francaise.fr, Académie française.
• citerefmlolOpere di Jean-Jacques Régis de Cambacérès, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Jean-Jacques Régis de Cambacérès, su Open Library, Internet Archive.
• citerefsycomore(FR) Jean-Jacques Régis de Cambacérès, su Sycomore, Assemblea nazionale.
• mwasuBiografia di Massimo Consoli in chiave gay, che però confonde codice penale e codice civile.
• mwasc(FR) Scheda biografica di Cambacérès presso il sito del Conseil d’État, su conseil-etat.fr. URL consultato il 22 marzo 2006 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2003).
• mwask(FR, EN) mwasoCambaceres (1753-1824) Questo sito rende giustizia allo statista dimenticato.
• mwasw(EN) mwas0Il Codice napoleonico e l'omosessualità.